La Lastra Siena Visita delle cantine e degustazione vino con light-lunch Agriturismo Le Caggiole San Gimignano Agriturismo Cesani San Gimignano - Siena Bed Breakfast La Fornace di Racciano  San Gimignano - Siena Relais della Rovere hotel relais colle val d'elsa Siena

Monte Amiata

L'Amiata รจ la montagna : Turismo nel Parco Faunistico del Monte Amiata in Toscana


Monte AmiataL'Amiata è la montagna. Quella che ognuno di noi ha probabilmente immaginato nella propria fantasia. Quella che un bambino può disegnare su un foglio bianco: un bel triangolone, o forse un cono, con le pendici verdi, più irte in cima e via via declinando in prati sempre più dolci. Con un bel sole raggiante alle spalle, la pianura tutta attorno, a volte con la vetta innevata. In effetti è proprio così. Un antico vulcano che si impone maestoso, nel suo splendido isolamento, sugli aspri paesaggi della Maremma e le dolci colline delle crete senesi. Questo è ciò che si vede, da lontano o con gli occhi della fantasia, ma la meraviglia cresce quando se ne percorrono le strade, si visitano i paesi, si va per sentieri. Esprimete un desiderio, concentratevi su ciò che vorreste incontrare. Il bosco dei vostri sogni, probabilmente. Una grande foresta continua - ci sono anche gli abeti bianchi - castagni prima e poi, a salire, i faggi. Una selva che copre tutta la montagna, interrotta soltanto da fiumi e torrenti d'acqua cristallina e da piste da sci per inverni tutti da sciare. Forse vorreste incontrare cervi, caprioli e daini, e osservare i lupi senza correre alcun rischio.
O forse il vostro animo è sensibile alla storia, ad appassionanti racconti di lotte tra potenti dentro uno scenario di paesi medievali, con castelli e rocche, e celebri gesta di soldati di ventura. Magari pensate solo a pace e tranquillità, rilassamento totale e passeggiate, che oltre a migliorare la vostra forma fisica, avranno il merito di favorire l'appetito. Sarà esaltante porvi rimedio.
Il vino, l'olio, i funghi, le castagne, le fragole, i lamponi, il miele di montagna, insomma i prodotti tipici di questa terra sono delle vere rarità per qualità e genuinità. Se questi sono i vostri desideri potete smettere di sognare, sono tutti qui a portata di mano, in questa montagna di cose speciali e rare, eccezionale in quanto semplice e naturale.

Ci sono anche delle novità: un inedito borgo medievale, meraviglioso, che fu sede nel Seicento di una comunità ebraica, a Piancastagnaio; un altro villaggio, appena divenuto il primo borgo del pane in Italia, a Roccalbegna.
E poi le abetine di abete bianco, le riserve naturali, la strada della castagna e le ricchezze infinite di un territorio che ha sempre delle sorprese da rivelare.
Il 2003 è l’Anno Internazionale dell’Acqua, così come il 2002 è stato l’Anno Internazionale delle Montagne.
L’Amiata è uno dei maggiori fornitori d’acqua della Toscana del sud.
Intorno all’Amiata sprizzano sorgenti, fiumi e corsi d’acqua. L’Orcia, il Paglia, il Formone, l’Albegna, l’Ombrone, il Fiora, il Vivo, oltre a 3500 torrenti, lambiscono il territorio.
Camminare sull’Amiata, o visitarla senza fretta, in meditazione, in bicicletta, è un’esperienza spirituale.

parco faunistico monte amiataAmbiente
Tutto il Monte Amiata è un grande spazio di natura. Lo dimostrano le foreste di abete ("pigello"), di castagno e di faggio, le rarità botaniche, la fauna che comprende specie di eccezionale rilevanza come il biancone, il capovaccaio, il falco lanario e il lupo, e numerosissime specie più comuni di rapaci, di ungulati e di piccoli mammiferi del bosco.
Negli ultimi anni, dei progetti di recupero hanno interessato anche animali domestici un tempo comuni come l'asino miccio di razza amiatina e la cinta senese, un maiale dal pelame scuro e dalle abitudini frugali da cui si ricavano dei salumi di qualità.
Lo sforzo per la tutela dell'ambiente ha portato all'istituzione di alcune estese aree protette. A esse si affiancano alcune strutture che lavorano nel campo della ricerca scientifica, della divulgazione naturalistica e del recupero degli animali feriti.

Storia e cultura
La storia dell'Amiata si perde nella notte dei tempi, nelle ere geologiche, quando i sommovimenti della pangea in assestamento hanno portato al formarsi di un vulcano che per millenni è stato attivo e dopo è diventato la principale fonte di sostentamento della gente che è venuta a viverci.
Nell'Anno Internazionale delle Montagne, l'Amiata è ancora una volta un centro di vita e di cultura. L'acqua è il suo elemento primario, la terra, il fuoco e l'aria quelli che le girano intorno. Da questo pullulare di vita è nata una cultura ed è nata un'arte che ancora oggi sono degne di ammirazione.
L'arte di Siena, dal Medioevo a oggi, e l'arte della Maremma si incontrano sull'Amiata e si perdono nei boschi di faggi e di castagni, nelle sei riserve naturali che popolano quella che Ernesto Balducci, nato a Santa Fiora, chiamava un'isola in terraferma.

Attività sportive
SCI

Quando il bianco mantello riveste e rende magica la montagna, tuttavia, gli sciatori che frequentano il vulcano hanno a disposizione quindici impianti di risalita, che s'inerpicano in direzione della vetta da quattro basi diverse (il Prato della Contessa, il Prato delle Macinaie, la Marsiliana, il rifugio Cantore), e che servono oltre venticinque chilometri di piste da discesa (alle quali si aggiungono i dodici chilometri di piste da fondo) dotate delle attrezzature più moderne. Sono a disposizione degli sciatori anche dei maestri di sci e dei campi-scuola adattissimi ai principianti e ai bambini. Quando la neve è particolarmente abbondante, i sentieri e le carrarecce che si inoltrano nelle foreste del Monte Amiata permettono numerose piacevoli escursioni sugli sci da fondo e con le racchette da neve.

Escursioni a piedi sul Monte Amiata

Ricchissima, e famosa in tutta Europa, è poi la rete dei sentieri segnati che consentono escursioni a piedi di tutte le lunghezze. La rete dei sentieri ha al centro l'Anello della Montagna, il magnifico itinerario di ventotto chilometri di lunghezza che gira intorno al vulcano. Il percorso completo richiede una dozzina di ore, molti dei paesi che fanno corona alla montagna (Abbadia San Salvatore, Vivo d'Orcia, Arcidosso, Piancastagnaio, Santa Fiora) sono collegati all'Anello da una 'bretella' segnalata. Altri itinerari segnati collegano Santa Fiora, Piancastagnaio e l'Anello della Montagna al Monte Civitella e a Castell'Azzara traversando lungo il percorso le riserve naturali del Pigelleto e del Monte Penna. Di grande interesse floristico e culturale sono i sentieri della castagna che s'inoltrano in alcuni dei castagneti più suggestivi del vulcano toccando case coloniche e seccatoi di grande suggestione.

Trekking sul Monte Amiata

Gli appassionati dei trekking di più giorni possono combinare in vario modo gli itinerari che abbiamo appena citato, oppure utilizzare i percorsi segnati che collegano i sentieri dell'Amiata con alcune delle località più interessanti della Maremma e del Senese. Lungo gli itinerari segnati dalla Provincia di Grosseto si può arrivare a Pitigliano, Saturnia, Scansano e all'Argentario, i percorsi della Provincia di Siena consentono di raggiungere Montalcino, Pienza, Montepulciano, Chiusi e la stessa Siena. Il sentiero Firenze-Siena-Roma, inaugurato nel 1996, collega in 25 tappe il capoluogo della Toscana con la capitale, e traversa le foreste dell'Amiata e i pascoli del Monte Labbro.
Tutti gli itinerari segnati dell'Amiata e dei suoi immediati dintorni possono essere percorsi anche con i trekking a cavallo organizzati dagli operatori specializzati.
CICLOTURISMO
Molti percorsi (non tutti, però) possono essere utilizzati per i loro itinerari dagli appassionati della mountain-bike. Su gran parte dei percorsi dell'Amiata, comunque, il mezzo consigliato è una comoda bicicletta 'tuttoterreno', in grado di adattarsi ai percorsi asfaltati come alle strade sterrate e a tutte le pendenze. Mentre il telaio di queste bici garantisce una rilassata posizione sulla sella, la meccanica è sostanzialmente la stessa di una mountain-bike. Anche il cicloturismo classico (limitato alle strade asfaltate), trova un ampissimo campo d'azione sulle strade del Monte Amiata, dell'alta Maremma e della Val d'Orcia. L'unica direttrice percorsa da un traffico molto intenso è la Via Cassia che quindi è buona norma evitare. Sugli altri tracciati, i problemi possono essere dati dalla pendenza. Le cinque strade che salgono verso la vetta dell'Amiata, in particolare, sono consigliate solo a ciclisti molto allenati.
SPELEOLOGIA
Chi vuole accostarsi alla speleologia, infine, può addentrarsi nella grotta del Sassocolato o di Bacheca, all'interno della Riserva naturale del Monte Penna. La presenza all'interno della cavità di una colonia di pipistrelli che è bene non disturbare fa sì che le visite alla grotta siano limitate ad alcuni mesi dell'anno, e vengano guidate dai soci del Gruppo Speleologico l'Orso di Castell'Azzara.

Sapori
OLIO

Quando la generosità della natura si accompagna all'atavica maestria dell'uomo ecco che nascono autentiche delizie per il naso e per il palato come gli oli extravergini della Val d'Orcia e di altre vallate che scendono dal Monte Amiata. Protagonista principale, pur se altre varietà spesso l'accompagnano, è un'olivetta piccina piccina e pure raggrinzita e bruttarella, l'olivastra seggianese.
E dà un olio dal fruttato intenso, fresco ed erbaceo, di corposità media, con gusto rotondo piuttosto astringente e pungente, molto sapido, dal fondo spiccatamente amaro e piccante. Amiata a Tavola, manifestazione che a maggio - giugno e a novembre accompagnerà passo passo i visitatori del magico monte, sarà l'occasione per offrire ancora di più: imparare con veri esperti a riconoscere un olio buono e a usarlo correttamente, magari accompagnato con il tipico biscotto salato, una geniale e ghiotta specialità che ha nell'olio l'ingrediente base.
FUNGHI E TARTUFI
Un'altra presenza importante nella cucina amiatina è quella dei funghi; oltre ai porcini, si raccolgono il giallarello, il verdone, i cucchi, i pinaroli, le famigliole e le paiciole. L'utilizzo di molte specie diverse caratterizza la zuppa di funghi amiatina. Più recente è l'attenzione riservata ai tartufi, trascurati dalla gastronomia tradizionale ma apprezzatissimi da quella moderna. Sono presenti sull'Amiata il tartufo bianco, il tartufo uncinato, lo scorzone e il tartufo nero di Norcia.
CINTA SENESE
Sulla tavola contadina la carne era una presenza rara. Come in molte altre parti d'Italia, un ruolo di assoluto rilievo spettava a quella del maiale. Tipica dell'Amiata è la cinta senese, una razza frugale e resistente da cui si ricavano carni e prosciutti di qualità. Non mancano nei ristoranti specialità a base di cacciagione, che in Toscana s'incarna soprattutto nel cinghiale. Tra le specialità a base di carne meritano una segnalazione la scottiglia servita sul pane e il buglione preparato con gli avanzi delle feste.
VINO
Intorno all’Amiata – si dice – ci sono cinque doc: il Montecucco e l’Orcia, il Nobile, il Brunello e il Morellino. E se non vi sono dubbi sulla qualità dei vini di Montalcino e Montepulciano, che costituiscono l’orgoglio della Toscana del sud, ormai non ce ne sono più neppure per il Montecucco e l’Orcia doc, che dagli anni Novanta a oggi hanno mostrato di che stoffa siano fatti.
Ci sono tuttavia anche altri vini sull’Amiata, quelli prodotti dai nonni, la cui origine si perde nella notte dei tempi. Racconta la leggenda che Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, di passaggio sull’Amiata per acquistare vino a Pitigliano, fu ospite dei Carli – nobile famiglia di Abbadia San Salvatore - i quali gli fecero degustare il vino amiatino (quello che oggi si chiama Sinigiolo, Novembrino e Vermentino), fermentato in enormi vasche di pietra vulcanica locale. Conclusione della vicenda: il principe non andò più a Pitigliano, ma volle sempre acquistare il vino delle nostre vigne.

Il parco Faunistico del Monte Amiata
Il parco faunistico dell’Amiata si colloca in un area montana di particolare pregio naturalistico e paesaggistico, si avvale di soluzioni e metodologie espositive moderne e rispettose degli animali e costituisce l’ambiente ideale per la presenza e l’osservazione di numerose specie di fauna selvatica.
Il parco faunistico del monte Amiata è una novità nel sistema dei parchi a livello nazionale; si ispira ai Wild Park tedeschi, ma aggiunge a quelle esperienze contenuti ed obiettivi più nuovi e innovative metodologie di fruizione.
E’ uno strumento tecnico e scientifico di sperimentazione e di gestione naturalistica del territorio; è gestito secondo le direttive degli Enti Locali che lo utilizzano anche per l’organizzazione di attività didattiche e di sensibilizzazione, per le iniziative di studio e di ricerca, per la conservazione di specie animali e vegetali che rischiano l’erosione genetica e la scomparsa.
All’interno delle aree faunistiche, integrate tra di loro, sono presenti specie animali che hanno, o hanno avuto in passato, un ruolo negli equilibri ecologici della nostra zona, che, pur non facendone parte, è caratterizzata da ambienti di tipo appenninico. Le visite si effettuano passeggiando sugli appositi sentieri attrezzati che non devono essere abbandonati. Una delle caratteristiche sta nel fatto che non esistono interposte barriere fisische tra visitatori ed animali.
Molte le specie animali e vegetali che vengono presentate, tra cui, solo per citarne alcune, cervi, caprioli, daini, camosci, mufloni; numerose sono quelle naturalmente presenti nel territorio del parco, alcune delle quali piuttosto rare.
Percorrendo i sentieri, o da un apposita altana, possono essere avvistati i rari e fieri lupi appenninici, altrimenti difficilissimi da osservare nei loro atteggiamenti piu’ spontanei.

Monte Amiata : Parco Faunistico del Monte AmiataSentiero Natura:
Nell'area boscata sottostante il perimetro del Parco faunistico, a Nord, Nord-Est rispetto al Podere dei Nobili (Direzione del Parco), attraversata dal torrente Onazio, che ne caratterizza profondamente la morfologia, incidendo una vallata stretta e profonda, ed il clima, si sviluppa il sentiero natura, cioè un percorso opportunamente organizzato con passamano in legno, guadi per il torrente e cartellini indicatori per le più significative specie vegetazionali, che consente la conoscenza del bosco, la sua osservazione, lo studio della vegetazione, il guado dell’Onazio e la visita alla forra. Il percorso è piacevole ed interessante, adatto ad un trekking mediamente impegnativo, immersi in un bosco misto tendente all’alto fusto o lungo l’alveo del torrente Onazio e della forra.
Il sentiero natura si snoda tra varie tipologie di vegetazione fino a raggiungere e attraversare il torrente Onazio. Il bosco, composto da ceduo invecchiato, è chiuso ai margini orientale ed occidentale da castagneti da frutto e boschi di alto fusto. Il bosco misto è di tipo mesofilo.La copertura arborea è composta da nocciolo (Corylus avellana), carpino bianco (Carpinus betulus), carpino nero (Ostrya carpinifolia), cerro (Quercus cerris), roverella (Quercus pubescens), ciliegio (Prunus avium), faggio (Fagus sylvatica). In alcune aree ben delimitate sono presenti anche nuclei di agrifoglio (Ilex aquifolium). Lungo il corso del torrente si sviluppa invece una vegetazione tipicamente ripariale con la presenza di varie specie caratteristiche di ambienti umidi.
Monte Amiata : Parco Faunistico del Monte Amiata

Si distinguono lungo il percorso almeno quattro associazioni floristiche:
1. Bosco mesofilo di latifoglie decidue a prevalenza di Faggio (Fagus sylvatica), Nocciolo (Corylus avellana), Carpino nero (Ostrya carpinifolia) e Carpino bianco (Carpinus betulus). Si tratta di una faggeta termofila submontana e basso montana tipica di substrati almeno parzialmente arenacei, ascrivibile all'associazione Polysticho setiferi - Fagetum. Nonostante la copertura del Faggio non raggiunga mai proporzioni rilevanti, l'attribuzione a questa associazione è dovuta principalmente al nutrito contingente di specie erbacee legate ai Fageitalia, quali, Adoxa moschatellina, Arum maculatum, Asarum europeaum, Cardamine bulbifera, Geranium nodosum, Melica uniflora, Mecurialis perennis, Phyteuma scorzonerifolim, Polygonatum multuflorum, Mecurialis perennis, Ranunculus lanuginosus. Faggete di questo tipo, rientranti nell'alleanza Laburno-Ostryon, sono caratterizzate da un maggior grado di continentalità e termofilia delle faggete montane del Fagion, tipiche invece di ambienti freschi e ad elevata oceanicità, e si ritrovano sul piano vegetazionale immediatamente sottostante a queste ultime. Costituisce l'aspetto vegetazionale maggiormente rappresentato.
2. Bosco misto caratterizzato da latifoglie decidue sopra citate, ma con una massiccia compenetrazione di Castagno (Castanea sativa) allo stato spontaneo. Nello strato erbaceo sono frequenti Pteridium aquilinum, Viola reinchebachiana, Primula acaulis e Fragaria vesca. Questo aspetto vegetazionale potrebbe essere assegnato alla variante acidofila e meso igrofila a Castanaea sativa e Ostrya carpinifolia del Polysticho setiferi - Fagetum tipico e si ritrova esclusivamente nelle stazioni caratterizzate da una certa acidità del substrato. E' presente soltanto nella parte iniziale del sentiero natura.
3. Formazioni boschive legate a condizioni di maggior ritensione idrica del substrato nelle quali predominano il Nocciolo e il Carpino Bianco, ascrivibili al Carpino betuli-Coryletum avellanea. In prossimità delle ripe e dell'alveo del torrente Onazio si ha una ricca compenetrazione di Salici (Salix purpurea) e di entità erbacee idro-igrifile quali Petasites hybridus e Tassilago farfara, favorite dall'umidità del suolo.
4. Rimboschimenti a conifere a predominanza di Abete bianco (Abies alba), ma anche con rappresentanza di altre specie quali Abete rosso (Picea abies), Abete americano (Abies nobilis), Cedro (Cedrus atlantica), Douglasia (Pseudotsuga mentziesii) e altre conifere esotiche.


Sistemazioni in zona

Mostra sistemazioni su google map


Poggio all'Agnello resort mare Toscana Tombolo Talasso Resort Centro Benessere e Talassoterapia in Toscana Poggio all'Agnello Tombolo Talasso Resort mare Toscana