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Casentino

Un'estensione immensa di boschi a cavallo tra Toscana ed Emilia-Romagna, un'oasi di natura e silenzio scelata da secoli da comunità religiose per insediarvi eremi e monasteri.


Mappa del parco del CasentinoUn'estensione immensa di boschi a cavallo tra Toscana ed Emilia-Romagna, un'oasi di natura e silenzio scelata da secoli da comunità religiose per insediarvi eremi e monasteri.
E' qui che si possono ammirare oltre mille diverse specie di fiori, oppure cascate fiabesche come quella dell'Acquacheta, descritta già da Dante nella sua Divina Commedia (Inferno, sedicesimo canto). Nel parco vivono tra l'altro caprioli, cervi, daini e cinghiali, tutte prede del lupo che dopo una lunga assenza è tornato in anni recenti a popolare con successo quest'angolo di Appennino.
Il Territorio
Il Parco, istituito nel 1993 si estende su un vasto territorio a cavallo di Romagna e Toscana. In Romagna ne fanno parte la porzione montana delle valli del Montone, del Rabbi, del Bidente e del Tramazzo.
Il Versante romagnolo
Il territorio romagnolo è caratterizzato da vallate strette e incassate, con versanti a tratti rocciosi e a tratti fittamente boscati.
Il settore toscano comprende, oltre ad una piccola porzione del Mugello, il Casentino, cioè il territorio che abbraccia l'alta Valle dell'Arno, le cui sorgenti sono situate sulle pendici meridionali del Monte Falterona (1654 m.).
Parco del CasentinoIl Versante Toscano
Il Versante Toscano molto più dolce, è solcato dalle valli dei torrenti Staggia, Fiumicello e Archiano, affluenti di sinistra dell'Arno che, nella parte iniziale, scorre quasi parallelo al crinale principale.
Sempre nel versante Toscano verso est l'area protetta si prolunga fino al suggestivo rilievo calcareo di Monte Penna, con il celebre santuario francescano della Verna.
Le foreste
Il cuore del Parco è rappresentato dalle Foreste Demaniali Casentinesi, un complesso forestale antico, la cui oculata gestione, protrattasi nel corso dei secoli, ha consentito la conservazione di lembi estesi di foresta di notevole interesse naturalistico per l'elevata integrità e la straordinaria ricchezza di flora e fauna. Sono comprese in queste foreste la riserva naturale integrale di Sasso Fratino, la prima istituita in Italia nel 1959, e quella della Pietra oltre ad altre riserve naturali biogenetiche, gestite tuttora dal Corpo Forestale dello Stato.
CasentinoLa Fauna
Del Parco fanno parte, nel versante romagnolo, diverse migliaia di ettari di territorio, in gran parte di proprietà Regionale, che negli ultimi decenni, a causa dell'esodo dell'uomo dalle montagne e alle successive opere di rimboschimento, hanno acquistato un elevato grado di naturalità. Sono tornati stabilmente il lupo e l'aquila reale; consistenti popolazioni di cervi, caprioli e daini rappresentano solo il più visibile effetto di un riacquistato equilibrio ecologico.
I segni dell'uomo
Nel paesaggio i segni dell'uomo non sono scomparsi, ma congelati dall'abbandono: case, maestà, ponti, mulattiere conducono l'escursionista alla scoperta di una civiltà, quella della cosiddetta "Romagna Toscana" che ha caratteri propri e particolari.
Casentino : Cascata di DanteNel versante Toscano il quadro ambientale è completato da un territorio submontano chiaramente segnato dall'attività dell'uomo che ha modellato un paesaggio fatto di boschi alternati a pascoli e coltivi, pievi, eremi, monasteri, emblema di tutta una regione.
Proprio l'Eremo e il Monastero di Camaldoli, il Santuario della Verna e l'ambiente naturale in cui sono immersi offrono al visitatore le emozioni più intense.
La cascata di Acquacheta

Le acque del Fosso Acquacheta compiono un salto di circa 70 m scivolando veloci sulla roccia e, a tratti, precipitando dai cornicioni arenacei sporgenti.
Nel pianoro a monte della cascata, che ha avuto origine dall'interramento di un antico lago, è situato il borgo dei Romiti, sorto nel XV secolo sulle rovine dell'eremo del monastero di S. Benedetto in Alpe, nel quale aveva trovato rifugio Dante durante l'esilio da Firenze (nel XVI canto dell'Inferno c'è una celebre descrizione della cascata).

Casentino : Diga di RidracoliRidracoli
L'abitato conserva un bell'esempio di ponte a schiena d'asino che serviva un antico palazzo, oggi albergo, a lato del quale si trova il Museo Naturalistico della Vallata del Bidente.
Risalendo la valle si scorgono, su un'altura, le rovine di un castello medievale e proseguendo si raggiunge l'imponente diga, completata nel 1982 per fornire energia e acqua ai comuni della pianura romagnola.
Oggi il sistema è gestito da Romagna Acque.
A monte della diga il bacino, le cui acque hanno allagato tre rami vallivi, è incorniciato da ripidi versanti incisi da numerose vallecole dove gli affioramenti arenacei si alternano ai lembi boscati.

Casentino : Monastero di CamaldoliMonastero di Camaldoli
Sorto dopo il mille come ospizio in luogo del castello di Fontebuona, di proprietà del conte Maldolo, divenne in seguito monastero dei Camaldolesi. Nel '500 era attiva una tipografia dalla quale uscirono le Costituzioni Camaldolesi, che contenevano norme per la conduzione delle foreste. Pregevoli sono i chiostri e la chiesa dei santi Donnino e Ilariano, con bei dipinti del Vasari; su un lato del monastero l'antica farmacia conserva alambicchi, mortai, fornelli e preziosi testi provenienti dal laboratorio galenico dei monaci.
Campigna
Il settecentesco palazzo granducale, trasformato in albergo, era fino al secolo scorso la residenza di caccia dei Lorena. Il comando della locale stazione forestale, come anche a Camaldoli e Badia Prataglia, ospita un piccolo museo naturalistico aperto su richiesta. A breve distanza un tronco colonnare di abete bianco coricato al suolo è la testimonianza della maestosità e dell'ingente valore che possedeva la Foresta di Campigna.
Casentino : Monte FalteronaFalterona
La dorsale appenninica, elevandosi con gradualità dal lato orientale, forma il principale gruppo montuoso del parco. Uno dei sentieri più suggestivi per conquistare la vetta è sicuramente quello che prende il via dal piccolo e caratteristico abitato di Castagno d'Andrea. Lungo le pendici meridionali del Monte Falterona, a quota 1358 m, una copiosa sorgente detta Capo d'Arno è considerata l'origine del maggior corso d'acqua toscano. Più ad est si trova la leggera depressione erbosa chiamata Lago degli Idoli, rilevante sito archeologico dove sono state rinvenute numerose statuette di origine etrusca.

Sacro Monte VernaLa Verna
Arroccato sulla ripida parete meridionale del Monte Penna, sorge il celebre santuario francescano, meta costante di pellegrinaggi; è immerso in una silenziosa e cupa selva che fu compagna del santo nella sua vita eremitica. La natura calcarea del monte ha determinato morfologie aspre, con numerosi anfratti e cavità naturali che si aprono all'ombra di maestosi aceri di monte, frassini maggiori, olmi e faggi; alcuni ambienti particolarmente suggestivi vennero scelti dal santo e dai frati come luoghi di preghiera. Il monte fu donato a S. Francesco nel 1213 dal conte casentinese Orlando Cattani, oggi sepolto nella chiesetta di S. Maria degli Angeli, alla cui costruzione aveva partecipato. Alla Verna, nel settembre del 1224, avvenne il miracolo delle stimmate, ricordato da Dante nel Paradiso e ancora commemorato con una festa solenne.
Prodotti tipici
"Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei" è un vecchio detto che ha sempre trovato riscontro nelle persone che vivono le mille diversità del nostro paese.
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna ed il GAL L'Altra Romagna, in collaborazione con Slow Food e Legambiente, vogliono promuovere quel patrimonio di conoscenze, "mestieri e saperi" legato ai prodotti tipici e tradizionali, che sono il frutto della millenaria convivenza fra uomo e natura. Una ricerca che prende spunto dall'Atlante dei prodotti tipici locali dei Parchi Italiani in fase di realizzazione da parte del Ministero dell'Ambiente - Slow Food - Legambiente e Federparchi.
La lettura di queste pagine vuole stimolare la riscoperta delle peculiarità del territorio racchiuse nei prodotti della terra e nella loro sapiente trasformazione. E' proprio merito di questi metodi che si è tramandata la conservazione della cultura delle nostre popolazioni che nel corso dei secoli, hanno saputo mantenere intatte tradizioni e modi di vivere oggi sempre più a rischio di "estinzione".
Maggiori informazioni:
Gestore: Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna
Sede: Via G. Brocchi, 7 - 52015 Pratovecchio (AR)
Tel. 0575/50301
Fax 0575/504497
E-mail: infosede@parcoforestecasentinesi.it
Sede Comunità del Parco: via Nefetti, 3 - 47018 Santa Sofia (FO)
Tel. 0543/971375
Fax: 0543/973034
E-mail: info@parcoforestecasentinesi.it

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